Capacity building

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A Virtual Learning Journey on Community Reporting Training

07 Dicembre 2012

The Virtual Learning Bus platform, resulting from the work of the   LLP  project ISABEL is on line. It is an open source  Virtual Learning Journey on Isabel's project results and openly available multilingual resources. This "bus"  will take you on a journey around the world of Community Reporting, with carefully designed "bus stops" that are full of all the information you need to successfully run and manage your very own Community Reporter programme and /or adapting it to other kind of Web.2.0-based learning. This resource has been devised as a sustainable tool for the re-use of the ISABEL project methodology, activities and results. 

 

The Virtual Learning Bus platform, resulting from the work of the   LLP  project ISABEL is on line. It is an open source  Virtual Learning Journey on Isabel's project results and openly available multilingual resources. This "bus"  will take you on a journey around the world of Community Reporting, with carefully designed "bus stops" that are full of all the information you need to successfully run and manage your very own Community Reporter programme and /or adapting it to other kind of Web.2.0-based learning. This resource has been devised as a sustainable tool for the re-use of the ISABEL project methodology, activities and results. The bus will make four stops on its journey – as a trainer or educator this means you can prepare for and plan your sessions with confidence and access the resources you need for each session. You can spend as much or as little time in each of the stops as your learners need and it is conceived that Community Reporter trainees may go on several loops of the journey, as they become competent in different areas of media production.

The four stops cover the following areas:

·         First Station: PRESENTATION

·         Second Station: TRAINING

·         Third Station: PRODUCTION

·         DESTINATION!

Within each station you will find a range of materials that have been tried and tested on other groups – this way, the best learning is ready to be shared by existing facilitators with you. Materials include lesson plans, outlines and graphical support materials,  video and audio documentation, including video evaluations from other learners, which can be a real asset in bringing the training to life for new learners. 

By January 2013, your project  will be able to co-manage the platform, adding to the stations' goals,  uploading materials and resources and therefore enriching the data base. 

We hope you enjoy your journey on the Virtual Learning Bus

Articoli

Valutazione della qualità dell’e-learning mediante una comunità internazionale di revisione tra pari

17 Dicembre 2009
L’articolo si propone di presentare Open ECBCheck, un nuovo programma di certificazione e di miglioramento della qualità per l’e-learning nel campo del consolidamento delle capacità. Il programma mira ad aiutare le organizzazioni specializzate nel consolidamento delle capacità a valutare l’efficacia dei loro programmi di e-learning e consente un miglioramento costante tramite la collaborazione tra pari e il benchlearning (apprendimento per confronto). Open ECBCheck crea un ambiente partecipativo di qualità che offre diversi vantaggi ai suoi membri, come l’accesso a strumenti e suggerimenti per le proprie pratiche, da un lato, e la possibilità di ottenere un riconoscimento basato sulla comunità dall’altro lato.
Il programma di certificazione è stato sviluppato mediante un processo partecipativo che ha riunito organizzazioni specializzate nel consolidamento delle capacità, a cui è stato chiesto in dettaglio quali erano le loro aspettative per un nuovo programma di certificazione. In un secondo momento, sono stati valutati le norme e i certificati esistenti (come UNIQUE, EFMD CEL o ISO/IEC 19796-1) per verificare se soddisfano queste richieste o se alcune delle loro caratteristiche possono essere utilizzate per il programma. Infine, come illustrato nell’articolo, è stato proposto un progetto preliminare di certificazione, comprendente una descrizione della struttura, la definizione di criteri di qualità e i relativi indicatori e la definizione di una procedura di certificazione.

I risultati dell’analisi dettagliata suggeriscono che le organizzazioni specializzate nel consolidamento delle capacità hanno in generale un interesse elevato ad ottenere un riconoscimento di qualità. Si interessano in modo particolare a uno strumento di valutazione e di perfezionamento dell’efficacia delle loro azioni allo scopo di aiutarle a garantire il successo dei programmi di e-learning e di facilitare i confronti con altre organizzazioni.

L’analisi che presentiamo in questo articolo mostra anche che le organizzazioni presentano differenze nella diffusione dell’e-learning nell’ambito delle loro attività di consolidamento delle capacità. Per tenere conto di queste differenze è stato creato un riconoscimento con due opzioni: una per programmi singoli e un’altra per le istituzioni.
Articoli

Dossier di elearningeuropa.info - Competenze ed e-learning

16 giugno 2006
Abbiamo bisogno dell'e-learning per affrontare la sfida delle competenze, o abbiamo bisogno delle competenze per affrontare l'e-learning?
Da un lato l'apprendimento durante tutto l'arco della vita (e l'e-learning come sua parte integrante) richiede certe competenze nell'uso delle TIC (come l'alfabetizzazione digitale) per sfruttare al massimo l'apprendimento. Le competenze necessarie variano secondo il ruolo svolto da ogni singola persona: un professore ha bisogno di un tipo di competenza diversa da quella necessaria a uno studente o a un organizzatore di corsi. Per esempio, la questione delle competenze nell'uso delle TIC da parte dei maestri è oggetto di valutazione e di un ampio dibattito, come pure la competenza di cui questi ultimi hanno bisogno per portare a termine l'alfabetizzazione digitale dei loro alunni.

D'altra parte, l'apprendimento durante tutto l'arco della vita rende possibile l'acquisizione di competenze che sono necessarie nell'ambito personale, pubblico e professionale. Una raccomandazione elaborata dal parlamento europeo afferma che le persone e le loro competenze costituiscono la principale arma europea a favore della crescita e dell'occupazione. Quindi, l'accesso alle otto competenze può essere garantito attraverso l'apprendimento durante tutto l'arco della vita.

Tra le otto competenze chiave presentate in tale raccomandazione troviamo la "competenza digitale" e "imparare ad imparare". La competenza digitale viene definita come "l'uso sicuro e critico delle tecnologie della società dell'informazione (TSI) per il lavoro, lo svago e la comunicazione". Oltre alle competenze basilari delle TIC, la competenza digitale include anche la conoscenza delle caratteristiche, della funzione e delle opportunità delle TSI nel contesto della vita quotidiana. Imparare ad imparare comprende l'intero processo di apprendimento, dall'organizzazione del proprio apprendimento e dell'identificazione delle necessità di apprendimento mediante il trattamento e l'assimilazione di nuove informazioni e competenze, all'applicazione del sapere acquisito e delle competenze apprese in contesti diversi.

Per ulteriori informazioni su questo argomento può essere utile leggere la seguente selezione di articoli già pubblicati in elearningeuropa.info su competenze, competenze nell'uso delle TIC ed e-learning.

Michelle Selinger, consulente esecutivo in educazione di Cisco Systems, parla nel suo articolo dello sviluppo della manodopera nell'ambito privato e in quello dell'istruzione. L'apprendimento misto e l'e-learning possono essere, in parte, la soluzione quando si richiede una formazione più precisa e specifica. Secondo le parole di Selinger, "l'e-learning comporta un livello di alfabetizzazione digitale, e i datori di lavoro hanno il dovere di verificare che i loro dipendenti abbiano le conoscenze necessarie per accedere all'e-learning". Leggete l'articolo completo, dal titolo "Sviluppo della manodopera e accesso all'e-learning" (de  es  en  fr  it  pl). Data della prima pubblicazione: 5 gennaio 2005.

Tapio Varis, professore universitario di Educazione Mediatica e docente Unesco di e-Learning Global, afferma nel suo articolo che "le nuove possibilità di apprendimento esigono nuove forme di alfabetizzazione e di competenze nell'apprendimento elettronico, cosa che rappresenta una sfida di prim'ordine". Varis illustra i diversi elementi che insegnanti, studenti, lavoratori e cittadini devono possedere per sviluppare le loro conoscenze e la loro capacità di ragionamento critico. Leggete l'articolo completo, dal titolo "Nuove alfabetizzazioni e competenze dell'e-learning" (de  en  es  fr  it). Data della prima pubblicazione: 30 aprile 2005.

Il Dipartimento di Educazione delle Fiandre (Belgio) ha identificato circa 70 competenze che gli alunni della scuola primaria devono acquisire. Secondo questo dipartimento, le competenze "permettono agli alunni di utilizzare le possibilità delle TIC in un modo funzionale, atto a favorire e a consolidare il loro processo di apprendimento". Oltre alle competenze associate al processo di apprendimento, che sono il nucleo delle competenze in TIC dell'istruzione primaria, si distinguono anche le "competenze tecniche e operative" e le "competenze sociali ed etiche". Leggete l'articolo completo, dal titolo "ICT Competencies for Children in Primary Education" (en  de  es  fr). Data della prima pubblicazione: 28 giugno 2004.

Kathy Kikis-Papadakis, ricercatrice dell'IACM (Grecia), presenta nel suo articolo una guida per gli insegnanti della scuola secondaria sulle competenze necessarie per ottenere alcune e-competenze basilari nella scuola. Leggete l'articolo completo, dal titolo "Una guida pratica per implementare le e-competenze nella scuola" (de  es  fr  it  en  pl). Data della prima pubblicazione: 25 febbraio 2005.

Anja Balanskat, analista politica all'European Schoolnet (EUN), riassume nel suo articolo le principali conclusioni della relazione dell'EUN sulla formazione e sulla valutazione associate alle TIC per insegnanti di 16 paesi europei. Leggete l'articolo completo, dal titolo “Assessment schemes for teaching ICT competence - a policy analysis”. Data della prima pubblicazione: 16 settembre 2005.
Articoli

Dossier di elearningeuropa.info - Formazione e lavoro: in che modo le TIC modificano il nostro processo di apprendimento sul lavoro?

07 Marzo 2006
Vi presentiamo il primo numero di “Elearningeuropa.info Dossiers”, un volume speciale che raccoglie articoli significativi già pubblicati nel portale. Ogni dossier verterà su un settore chiave dell'e-learning e conterrà le opinioni degli esperti nonché l'invito ai lettori di proporre commenti e partecipare ai dibattiti.

Aspettiamo dunque di sentire la vostra voce. Intanto, buona lettura!
Aspettiamo dunque di sentire la vostra voce. Intanto, buona lettura!Le organizzazioni aziendali si trovano ad affrontare sfide sempre nuove dovute al rapido sviluppo della tecnologia, alla crescente quantità di informazioni, alla globalizzazione e alla domanda di un maggiore orientamento al cliente.

La collaborazione e l'interazione rappresentano aspetti chiave per il buon funzionamento di un'organizzazione. Le TIC (Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione) producono continuamente nuovi strumenti volti a snellire e accelerare la comunicazione e la trasmissione dei dati. Le pratiche di lavoro e i mezzi per realizzarle stanno cambiando con grande rapidità e il miglior supporto che si possa offrire ai privati e alle organizzazioni è costituito da un servizio di formazione permanente.

La formazione sul lavoro, letta in genere come apprendimento di mansioni da svolgere, si traduce invece in azione, nella quale lavoro e apprendimento rappresentano le facce di una stessa medaglia. Allo stato attuale, considerata la velocità con cui si evolvono le pratiche di lavoro, si può tranquillamente affermare che la domanda di formazione sul lavoro è continua e si estende per tutta la durata della vita professionale. I metodi e gli strumenti di e-learning sono stati adottati a questo scopo in molte società.

Sull'argomento abbiamo raccolto alcuni articoli pubblicati in precedenza nel portale elearningeuropa.info e riguardanti studi di casi e opinioni più generali sull'impiego dell'e-learning nella formazione professionale.

Competenze delle TIC
Pekka Tenhonen, della Åbo Akademi University, analizza nel suo articolo le opinioni dei datori di lavoro europei sulle competenze TIC dei laureati. Gli intervistati si dichiarano in genere soddisfatti riguardo alle competenze TIC maggiormente utilizzate nel contesto lavorativo: editing dei testi, fogli elettronici, posta elettronica e Internet. Dall'indagine sono emersi dati variabili sull'uso dell'e-learning in base alle dimensioni delle società considerate; i risultati mostrano un utilizzo dell'e-learning più sostanziale nelle grandi società rispetto a quelle piccole e pertanto i laureati già forniti di tali competenze risultano a tale riguardo avvantaggiati. Per leggere l'intero articolo: European Employers are Satisfied with Graduates’ ICT Skills (en, fi, sv).

Piattaforme di e-Learning
Sergio Vásquez Bronfman, professore dell'ESCP-EAP (European School of Management), descrive il programma di e-learning di una delle maggiori banche spagnole, La Caixa. Il programma di formazione Virtaula è stato avviato nel 2000 per addestrare i nuovi dipendenti. Tuttavia, l'efficace implementazione e i risultati positivi registrati testimoniano una tendenza all'ampliamento del target dei destinatari e allo sviluppo degli strumenti di formazione. Per leggere l'intero articolo: Virtaula Caixa Case Study (de, es, en, fr, it).

PMI
John Munro, dell'Università di Sterling, descrive uno studio di casi che mostra l'implementazione di e-learning in uno scenario di lavoro all'interno di una media impresa di prodotti meccanici con sede nella Scozia centrale. Uno degli obiettivi di questa iniziativa era quello di sviluppare un interesse nell'istruzione e la formazione lungo tutto l'arco della vita. Dai risultati, tuttavia, sono emersi alcuni problemi comuni, l'impegno oneroso in termini di tempo e la pressione nel carico di lavoro tra gli altri, sebbene il fattore formazione sia considerato di grande importanza. Per leggere l'intero articolo: The Experience of a Work Based Learning Project Using e-Learning (en).

Società della conoscenza
Richard Straub, direttore delle soluzioni e-learning per IBM Europe, sostiene con decisione che l'e-learning “è uno strumento efficace e redditizio per favorire lo sviluppo della forza lavoro”. L'e-learning, pertanto, può rivestire un ruolo importante nella costruzione della società della conoscenza e costituire una leva decisiva per la competitività europea. Per leggere l'intero articolo: e-Learning – a driver of European Competitiveness (en).

Formazione professionale, blended learning
Carsten Gydahl-Jensen, project manager di SIMTECH, propone un esempio concreto di formazione professionale e di e-learning: la formazione on-line organizzata dal Danish Meat Trade College per potenziare le competenze del personale nel settore alimentare della produzione di carne di maiale. Gli studenti sono posti di fronte a precisi obiettivi di formazione, addestramento in campo elettronico, presentazioni multimediali. Per leggere l'intero articolo: Blended learning in the meat industry: a training course using e-learning to qualify staff to work in meat processing (en).

Management
Il progetto di Minerva noto come iColl applica l'innovazione in un programma di studi aziendale internazionale mediante un sistema di collaborazioni interculturali. I partecipanti, futuri manager, operano in un ambiente di formazione in rete e svolgono in cooperazione attività di progetto su aspetti innovativi. Per leggere l'intero articolo: iColl brings innovation to manager training through collaboration (en).
Articoli

Sviluppo della manodopera e accesso all'e-learning

05 Gennaio 2005
L'Europa deve incrementare il livello di competenza della propria manodopera. Ciò significa soddisfare diversi requisiti: da individuare le competenze rilevanti a fornire alle singole persone la capacità di acquisire le conoscenze opportune.
L'agenda e-Europa 2005 si trova attualmente in fase di revisione e ridefinizione, mentre si sta elaborando una nuova agenda e-Europa 2010. In termini di sviluppo della manodopera, rimane ancora molto da fare. Ci vuole più energia per definire in che modo il settore privato può collaborare con il settore educativo per garantire che gli studenti superino tutti i livelli del sistema educativo con le competenze che richiede l'e-Europa. Dobbiamo valutare che cosa è stato ottenuto in termini di sviluppo della manodopera in genere, quanto rimane ancora da fare, e quando l'Europa conquisterà il vantaggio competitivo per il quale sta lottando. Inoltre, dobbiamo focalizzare l'interesse sui vantaggi delle tecnologie di e-learning e assicurarci che gli strumenti e i contenuti in corso di elaborazione saranno in grado di correggere il performance gap esistente, e di favorire lo sviluppo di una manodopera in grado di rispondere ai grandi cambiamenti che si stanno verificando nel passaggio da un'economia di tipo industriale a una basata sempre di più sulla conoscenza. Se non ci impegneremo più a fondo, non riusciremo a raggiungere l'obiettivo della Strategia di Lisbona per l'Europa: diventare, nel 2010, la principale economia mondiale della conoscenza.

Alcune voci suggeriscono che dobbiamo abbandonare il concetto di "skills gap" o divario di competenze, e considerare invece quello di "performance gap" o divario di rendimento. Di fronte alla crescita economica di un'economia basata sulla conoscenza, una cooperazione potenziale deve trovare anche modi energici, efficaci e validi di agevolare il flusso di conoscenze tra l'industria e le istituzioni educative. A sua volta, questo requisito comporta la necessità di:

  • Definire quali conoscenze e quali competenze sono rilevanti per le imprese, per interi settori o per gruppi aziendali.

  • efinire un meccanismo per divulgare informazioni sulle conoscenze e sulle competenze rilevanti per le imprese, i settori industriali o i gruppi aziendali.

  • Rendere le persone in grado di acquisire le conoscenze e le competenze rilevanti, o di indicarne l'acquisizione, indipendentemente dal modo in cui sono state acquisite.

  • Un sistema coerente per favorire un considerevole sviluppo professionale dell'individuo, atto a soddisfare le necessità dei datori di lavoro e della società.


Il settore delle TIC non ha avuto successo nell'occupazione delle donne, e in questo modo è stato escluso circa il 50% della manodopera potenziale del settore, che è uno dei fattori chiave affinché l'Europa acquisisca un vantaggio competitivo. Se questa tendenza continua, potrebbe essere impossibile mantenere la crescita economica. (Nel 2003 il volume di mercato dell'Europa occidentale è stato di 592 miliardi di euro, pari al 3,1% del PIL. Il settore dà lavoro al 7% della manodopera del settore imprenditoriale europeo. Il mercato delle TIC in Europa continuerà a crescere nel 2004 nella misura del 12,3% circa, di fronte a una crescita mondiale complessiva dell'8,2%).

L'invecchiamento della popolazione europea comporta la necessità di ritardare l'età di pensionamento. Questa fascia di popolazione è priva di competenze in TIC e sarà necessario fornirle la formazione adeguata. Tuttavia, la mobilità della manodopera è scarsa e non esiste ancora una solida cultura di formazione permanente; a ciò bisogna aggiungere le differenze linguistiche e culturali. I contenuti non sono sufficientemente mirati e focalizzati in base alle necessità reali degli allievi. Occorre una maggiore innovazione con soluzioni valide di e-learning/formazione mista, e lo sviluppo della manodopera deve essere più efficace.

Il rapporto PWC Rethinking the European ICT agenda. Ten ICT-breakthroughs for reaching Lisbon goals ("Ripensare l'agenda europea delle TIC. Dieci innovazioni in TIC per raggiungere gli obiettivi di Lisbona") commissionato dal ministero di Economia dell'Olanda durante la presidenza olandese dell'Unione europea, include tra le sue strategie innovative l'invito a sviluppare una risposta strategica di fronte alla migrazione del lavoro verso paesi con manodopera a basso costo. Il rapporto cita l'esistenza di due elementi che interessano il mercato europeo del lavoro: la delocalizzazione e la migrazione del lavoro. A quanto pare esiste un consenso per permettere che la delocalizzazione continui (in verità è un fenomeno difficile da frenare), poiché potrebbe preparare il terreno per prossimi investimenti europei all'estero. L'Europa dovrebbe rispondere incrementando il livello di competenze della propria manodopera e fornendo nuove conoscenze e competenze superiori a coloro che hanno perso il posto di lavoro perché i salari di altri paesi sono più bassi. Per frenare la migrazione del lavoro, il rapporto suggerisce che "l'Europa formuli una strategia congiunta in questo ambito. Per l'Europa sarà positivo verificare che la perdita di posti di lavoro non derivi da carenze evitabili del mercato del lavoro e dal clima imprenditoriale europeo". Tuttavia, questo richiede un vasto programma di formazione.

L'e-learning sul posto di lavoro

Le grandi aziende hanno trovato vari modi di associare formazione e sviluppo combinando e-learning e insegnamento presenziale. Tuttavia, le piccole e medie imprese non hanno tante opportunità né dispongono dei mezzi sufficienti per elaborare soluzioni specifiche, quindi dipendono da prodotti standard (vedere l'articolo di Graham Attwell L'e-learning e le piccole e medie imprese). Nello stesso tempo, il carico di lavoro è ogni giorno maggiore e di conseguenza il tempo disponibile per la formazione è sempre più limitato. La formazione deve essere specifica e mirata. Deve avere per obiettivo lo sviluppo personale e quello del prodotto, ed essere accessibile su richiesta nel momento adeguato. È necessario riconoscere e convalidare l'apprendimento informale sul lavoro, e conviene elaborare database elettronici e interoperativi di allievi affinché i datori di lavoro possano scambiarseli.

Le università devono avvicinarsi progressivamente all'industria, in modo che sia le piccole e medie imprese, sia le aziende medie e grandi, possano ricorrere di più a queste istituzioni per formare il loro personale, e gli allievi possano prepararsi per il futuro posto di lavoro con conoscenze migliori. Lo studio a tempo parziale diventerà la norma via via che i lavoratori identificheranno le conoscenze di cui hanno bisogno, e le istituzioni educative risponderanno con offerte pertinenti, flessibili e orientate alle necessità individuali di ognuno. L'e-learning permette la personalizzazione e l'individualizzazione; è necessario che l'educazione sappia rispondere meglio alla domanda esistente e orienti la propria offerta verso un settore della popolazione più ampio e meno tradizionale. Ovviamente, ciò non significa che tutta l'offerta formativa debba concentrarsi esclusivamente sul posto di lavoro, ma è un dato di fatto che le istituzioni educative devono riorientare i loro obiettivi e prevedere una flessibilità nel modo di offrire formazione, negli strumenti di valutazione impiegati e in ciò che esigono dagli studenti, con lo scopo di aumentarne il livello di partecipazione e di riuscita. In questo modo si può ridurre il performance gap.

In generale, la formazione deve diventare più interessante. La possibilità di utilizzare le caratteristiche multimediali di Internet per elaborare interessanti pacchetti di formazione interattiva dovrebbe essere sfruttata più a fondo, e bisognerebbe sviluppare strumenti in grado di semplificare l'accesso e di adattare i corsi alle necessità individuali. Questo è fondamentale per offrire opportunità di apprendimento in grado di attirare la gente. D'altra parte, i lavoratori hanno bisogno di ricompense capaci di motivarli a migliorare la loro formazione: questo punto dovrebbe essere tenuto in considerazione ai fini della valutazione del rendimento dei dipendenti da parte della direzione, e inoltre contribuirà allo sviluppo della loro carriera professionale.

L'e-learning comporta un certo livello di alfabetizzazione digitale, e i datori di lavoro hanno il dovere di verificare che i loro dipendenti dispongano delle conoscenze necessarie per accedere all'e-learning. Nello stesso modo, gli strumenti di e-learning non dovrebbero richiedere necessariamente un elevato livello di alfabetizzazione digitale per frequentare un modulo di formazione di e-learning.

Infine, gli istruttori e gli insegnanti devono sviluppare nuove competenze che favoriscano un e-learning personalizzato e autonomo, in modo tale che l'allievo non si senta isolato e possa contare sull'appoggio dei compagni e dei professori, con la stessa facilità con cui accede alla formazione.
Questo articolo riflette le opinioni personali di Michelle Selinger e non necessariamente quelle dell'azienda CISCO Systems.

Vedere l'articolo di Graham Attwell L'e-learning e le piccole e medie imprese per avere maggiori informazioni sulle possibilità e sugli ostacoli dell'applicazione dell'e-learning nelle piccole imprese.

Vedere i rapporti presentati all'e-Skills Summit del 2002.